Il Presidente del Centro per il libro e la lettura Romano Montroni ha rilasciato un intervento sul caso della presenza della casa editrice Altaforte alla XXXII edizione del Salone Internazionale del libro  di Torino, riportato dal Corriere di Bologna del 7 maggio 2019.

Dall'alto della sua pluriennale esperienza come libraio e formatore di librai presso la Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri, Montroni ha dichiarato che «un editore si definisce attraverso la qualità del proprio catalogo: questa è sempre stata la mia filosofia nel formare tanti librai e nell’orientare la gestione di tante librerie. [...] Le opinioni non rappresentano mai un reato. Però, detto questo [...] mi chiedo: posto che per fortuna in Italia abbiamo una legge che punisce l’apologia del fascismo, com’è possibile che la pubblicazione della biografia di Farinacci, o di titoli come La dottrina del fascismo (saggio firmato da Benito Mussolini in persona e scritto insieme a Giovanni Gentile nel 1923), Fascismo al femminile e La morte a grinta dura non infranga questa legge?». 

«Da libraio - prosegue il Presidente del Cepell - non ho mai esercitato alcuna forma di censura, anche se naturalmente ci si riservava il diritto/dovere di mettere in risalto i libri ai quali riconoscevamo un valore – le idee potevano anche essere diverse, anzi ci piaceva molto l’idea di alimentare il dibattito, ma sempre sul piano del rispetto dei princìpi democratici. [...] Quello che ho cercato di trasmettere alle centinaia di librai che ho formato nel corso degli anni, è che un editore esprime la propria qualità attraverso gli autori che sceglie e i titoli che pubblica, ma anche – come ha mirabilmente detto Roberto Calasso – attraverso quello che sceglie di non pubblicare. [...] Lasciamo quindi che il Salone di Torino continui a essere quello che è sempre stato e che speriamo continuerà a essere in futuro: una magnifica vetrina per editori e autori, una grande festa per tutti gli appassionati di libri, che possono guardare, toccare, sfogliare tutto quello che la nostra ottima editoria produce».

 

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